Il progetto "Cities Changing Diabetes" arriva a Milano con ambasciatori come Maurizio Damilano

Il progetto “Cities Changing Diabetes” arriva a Milano con ambasciatori come Maurizio Damilano

Sono 200.000 i milanesi che soffrono di diabete, su una popolazione totale di 3.500.000 persone, come sottolineato nell’articolo: “Milano entra nel programma #CitiesChangingDiabetes”. Numeri che Michele Carruba, Presidente dell’Executive Commitee di Milano Cities Changing Diabetes, ha commentato così: “Io sono un medico ricercatore e come tutti ho iniziato a studiare le malattie a livello cellulare. Poi mi sono reso conto che l’ambiente in cui si vive è determinante tanto quanto la biologia interna per determinate malattie. Le condizioni di vita possono favorire l’epidemiologia di alcune patologie, e nello specifico il diabete ha più possibilità di svilupparsi nelle città, dove solitamente è difficile fare attività fisica e mangiare in maniera corretta.”

 

#diabeteurbano: un problema sempre più grande

Oggi si stima che ormai oltre il 50% della popolazione mondiale viva in un ambiente metropolitano, un dato che nel giro di pochi anni salirà a oltre il 70%.
“Per questo è importante entrare in queste città” ha proseguito il prof. Carruba, “guardarci dentro per vedere se sono fatte in modo da prevenire le malattie invece che farle venire. Milano è stata fra le prime città a capire l’importanza dell’alimentazione e della nutrizione, cui ha dedicato l’ Expo 2015 da cui è scaturita la Milan Declaration che ha richiamato su questo argomento l’attenzione di tutto il mondo. Siamo orgogliosi che Milano sia entrata a far parte del progetto Cities Changing Diabetes, avvalendosi della testimonianza di ambassador davvero eccezionali”.
Questo è un progetto ambizioso, che ha bisogno di fare cultura, coinvolgere molte persone per far capire che per vincere il diabete e altre malattie, e per prevenirle, lo sport e l’alimentazione sono strumenti fondamentali“.

 

L’olimpionico Damilano e non solo tra gli ambassador di Cities Changing Diabetes

Non ci sono solo professionisti del ciclismo, come gli atleti del Team Novo Nordisk, a sostenere il progetto, ma campioni in numerose altre discipline sportive: il diabete non ostacola il successo nello sport. Parola di un campione olimpico, Maurizio Damilano, medaglia d’oro a Mosca 1980 e due volte campione mondiale della 20 km di marcia. Damilano è l’ideatore del nome e del metodo del “fitwalking”, camminata sportiva per il benessere, non competitiva, disciplina da lui lanciata e sviluppata in Italia.

 

Fra gli ambasciatori che sostengono Milano nel suo percorso per diventare una città che sappia veramente cambiare il diabete (#ChangingDiabetes) promuovendo stili di vita salutari e sportivi, ci sono infatti campioni di grandissimo valore come Antonio Rossi, Gabriella Dorio e – come anticipato – il leggendario maratoneta Maurizio Damilano.

Maurizio Damilano“Il ruolo degli ambassador è fondamentale” ci ha raccontato Damilano. “Noi ex campioni solitamente lo diventiamo, perché dimostriamo che si può andare oltre l’eccellenza sportiva, oltre le performance richieste quando si è in carriera. Noi siamo ambasciatori dello sport come fattore di cambiamento in positivo. Il nostro compito è dimostrare che, indipendentemente dalla disciplina praticata, lo sport aiuta a migliorare la qualità della propria salute incidendo sugli stili di vita.

“Per questo, offrire possibilità di praticare sport all’interno delle città diventerà fondamentale, e gli ambasciatori stanno prendendo davvero sul serio il ruolo di consulenza e sollecitazione delle autorità amministrative, individuando all’interno delle città e delle aree metropolitane percorsi a piedi o in bicicletta in grado di offrire opportunità che spesso nemmeno i cittadini conoscono”.

 

L’esempio di Roma: città per camminare e della salute

“Abbiamo individuato 50 percorsi all’interno della città metropolitana di Roma, con oltre 300 km percorribili a piedi” continua Damilano, “Ora stiamo facendo lo stesso anche su Milano. Vedo sempre più gente che cammina anche in città: dobbiamo aiutare anche tutti gli altri ad aprire la porta della quotidianità allo sport, nella consapevolezza che anche semplici attività come il camminare a passo veloce aiutino a diventare più attivi in ogni senso.”

Parole di un grande campione che, come sta facendo l’esempio degli straordinari ragazzi del Team Novo Nordisk, intende rendere più consapevoli tutti noi della possibilità di cambiare il modo di vedere e di vivere il diabete, in tutte le sue forme.

 

 

 

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