Obesità e diabete tipo 2: perché le nuove Linee Guida SIO cambiano davvero prevenzione e cura
Le nuove Linee Guida italiane sull’obesità cambiano la cura e la prevenzione del diabete tipo 2: diagnosi, farmaci e approccio integrato.
SOD Diabetologia e Malattie metaboliche
AOU-Careggi; Firenze. Italy
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È responsabile dell’Unità Piede Diabetico dell’Ospedale Careggi a Firenze. Questa Unità afferisce al Dipartimento Medico-Geriatrico e gestisce i percorsi di diagnosi e cura del piede diabetico e delle sue complicanze in ottica multidisciplinare e di rete che comprende le strutture di secondo livello AOUC, lo specialista territoriale e il MMG del paziente, con le seguenti funzioni: – migliorare il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) del paziente con piede diabetico in tutte le sue fasi, dalla presa in carico alla riabilitazione e al follow up; – promuovere l’integrazione di tutti professionisti chiamati a operare nei PDTA del piede diabetico; – erogare prestazioni di elevata complessità per i pazienti dell’Area Vasta.
Le nuove Linee Guida italiane sull’obesità cambiano la cura e la prevenzione del diabete tipo 2: diagnosi, farmaci e approccio integrato.
Una buona cura del piede è molto importante per prevenire le complicazioni del diabete e deve rientrare nell’abituale igiene personale.
L’attività fisica moderata e regolare (non occorre essere campioni olimpionici!) determina una riduzione dell’emoglobina glicata (HbA1c) in misura ancora maggiore dei farmaci ipoglicemizzanti.
Le osteomieliti rappresentano una sfida clinica significativa, a causa della loro tendenza alla cronicità, alla ricorrenza e alla difficoltà di trattamento.
La terapia cellulare autologa ha mostrato effetti favorevoli su diversi esiti, come il dolore, la tensione transcutanea di ossigeno, la guarigione dell’ulcera, l’amputazione maggiore e la mortalità.
Con “piede diabetico” ci si riferisce a varie malformazioni del piede di un soggetto affetto da diabete, che possono andare dalle semplici callosità, fino a lesioni ulcerative dovute a neuropatia e/o ad arteriopatia agli arti inferiori.
Il diabete di tipo 2 è, indubbiamente, uno dei più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di complicanze cardiovascolari. Oggi esistono numerose opzioni terapeutiche per i soggetti a maggior rischio.
In più del 50% dei casi, la neuropatia diabetica decorre anche per anni in modo assolutamente silente e si rende manifesta quando il paziente ha già sviluppato un’ulcera a livello dei piedi.
Gambe stanche e pesanti? Caviglie gonfie e doloranti? Strani formicolii? Varici e capillari in evidenza? Il diabete, così come sovrappeso e obesità possono favorirla.
Il piede di Charcot si caratterizza per un’alterazione dei tessuti molli, delle ossa e delle articolazioni del piede: si formano piccole fratture che poi diventano frammentazioni ossee con perdita dei rapporti articolari normali.
Tra le cause principali del piede diabetico abbiamo da un lato la neuropatia diabetica, ovvero una cattiva sensibilità prevalentemente agli arti inferiori e dall’altra, l’arteriopatia diabetica, entrambe complicanze tardive del diabete.
I radicali liberi o ROS sono molecole di scarto, responsabili dell’invecchiamento, sono una minaccia per la salute poiché mettono a dura prova le difese antiossidanti.
Tutte le volte che si nota una lesione sospetta al piede, un’<strongbabrasione, una piccola ferita che perdura, la prima cosa da fare è rivolgersi al medico di famiglia o al diabetologo del proprio centro di cura se è possibile in tempi rapidi.
Quando il diabete non è ben controllato, i pazienti possono sviluppare problemi ai piedi che se trascurati possono portare al piede diabetico, complicanza diabetica cronica tra le più temute.
Acido alfa-lipoico (ALA), acido grasso con una potente azione antiossidante che aiuta a combattere lo stress ossidativo provocato dai radicali liberi. Molecola preziosa per la persona diabetica, favorisce la protezione del sistema nervoso e aiuta a contrastare la neuropatia diabetica.
Lo stress ossidativo provocato dai radicali liberi (ROS) è responsabile dell’invecchiamento e della degenerazione dei tessuti. Non danneggia solo la cute, i capelli, le unghie ma tutti i nostri tessuti compresi i nostri nervi.
Gli antiossidanti catturano i radicali liberi e li rendono inoffensivi proteggendo, così, il nostro organismo dall’attacco devastante delle particelle aggressive. Leggi!
È bene sfatare uno dei miti che di solito circolano intorno all’insorgenza di piede diabetico ovvero che la comparsa di questa complicanza sia un evento inevitabile per il fatto stesso di avere il diabete. NON è così!
Il diabete può danneggiare i nervi e i vasi del piede, con conseguente riduzione della sensibilità e aumento del rischio di lesioni e ulcere che portano al piede diabetico, una delle possibili complicanze del diabete.
La terapia fotodinamica è un trattamento non invasivo, assolutamente indolore, che aiuta a combattere le infezioni presenti nelle lesioni ulcerative dei pazienti con piede diabetico. In questi casi, rappresenta una terapia adiuvante, di supporto alla terapia principale, quella antibiotica.
La neuropatia dolorosa è una forma che a volte ha difficoltà a rispondere ai farmaci classici che vengono utilizzati per controllare i sintomi neuropatici.
Si chiamano Standard Italiani per la Cura del Diabete Mellito e sono le linee guida sul diabete, uno strumento di riferimento per tutti i medici impegnati nella diagnosi e nel trattamento del diabete, patologia che nelle sue varie forme, interessa almeno 4 milioni di italiani.
Tra le novità degli Standard di Cura per il diabete, Revisione 2018 ci sono gli inibitori della PCSK9, anticorpi monoclonali capaci di inibire la funzione della PCSK9, proteina che impedisce ai recettori del colesterolo LDL (colesterolo cattivo) di tornare in superficie per smaltire l’eccesso di colesterolo circolante.
Incontinenza urinaria: si stima che in Italia siano incontinenti almeno 5,1 milioni. Su 100, almeno 10 soffrono di incontinenza urinaria, 6% uomini e 14% circa di donne.
Entrambe le forme di diabete, sia diabete di tipo 1 che diabete di tipo 2, possono andare incontro a ulcerazioni tipiche del piede diabetico. Per questo l’esame dei piedi deve essere scrupoloso in entrambe le forme di diabete.
Il trattamento a lungo termine con metformina potrebbe ridurre il rischio cardiovascolare negli adulti con diabete tipo 1: questi i risultati dello studio REMOVAL.
La metformina rappresenta il golden standard per il trattamento di prima scelta nel diabete di tipo 2; quando necessario, la terapia combinata con una o più altre molecole deve iniziare precocemente.
I pazienti con diabete 2 avanzato raramente hanno una sola malattia cronica da gestire. Alcune comorbidità come l’insufficienza renale o epatica e l’insufficienza cardiaca congestizia riducono il numero di farmaci da utilizzare per tenere sotto controllo i valori della glicemia.
La nuova delibera verrà applicata con decreto attuativo che è attualmente in cantiere e che verrà successivamente comunicato a tutti i diabetologi.

